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Credi ancora di essere al sicuro se non clicchi sul link o sull'allegato sospetto della email ricevuta?

Fonte: Ansa

La tecnica subdola utilizzata dagli hacker nei nuovi attacchi informatici che sta mietendo nuove vittime. 

In un articolo precedente vi abbiamo raccontato la modalità attraverso la quale alcuni virus informatici (i Ransomware) si insinuano nella tua rete informatica andando a criptare i dati contenuti nel tuo PC o nei server, e la partita di scambio che nove volte su dieci è la richiesta di un riscatto in denaro.

Tutto ciò avviene attraverso la ricezione nella tua casella di posta di una email malevola, e l'azione che tu compi nel cliccare sul link o sul file allegato, che innesca il processo di criptazione.

In molti erroneamente pensano che basta porre un po' più attenzione alle email che si ricevono e il gioco è fatto. Facile come bere un bicchier d'acqua. Il successo degli attacchi registrati e le continue notizie che si susseguono quasi a cadenza giornaliera ci raccontano un'altra realtà.

Da qualche tempo circola un nuovo tipo di attacco, attraverso l'utilizzo della casella di posta, che riceve una email di spam con all'interno un link che si attiva mostrando la sua vera identità e le sue cattive intenzioni al solo passaggio del puntatore del mouse.
Nella notizia riportata dall'Ansa nel mese di giugno, attraverso una campagna di email spam nella primavera scorsa sono state attaccate organizzazioni europee, e del Medio Oriente.
L'attacco veniva celato sotto un file di Power Point contenuto all'interno di una email avente un oggetto riguardante aspetti finanziari.
Il virus una volta attivato all'interno del pc è libero di agire indisturbato andando alla ricerca di informazioni sulle credenziali dei dati bancari.

Ci si può difendere se si ha a bordo del proprio PC l'ultima versione di Microsoft Office che ci avvisa anticipatamente di eventuali download che si attivano, sempre che l'opzione di sicurezza resti abilitata.

Tags: cybersecurity, hacker, regione marche, riscatto, wannacry, petya, ransomware, dati bloccati, attacco informatico, università politecnica delle marche, polizia postale marche